Nel Mar Glaciale settentrionale, e precisamente a nord della Norvegia, si trova un complesso di isole cui si è dato il nome di Svalbard.
Il gruppo maggiore di isole è quello delle Spitsbergen, che comprende 5 grandi isole e molti isolotti, con una superficie di circa 61.600 Kmq.Ad onta della sua posizione settentrionale, le Svalbard sono accessibili in modo relativamente facile, poiché la calda corrente del Golfo scorre lungo le loro coste occidentali e settentrionali.La posizione delle Svalbard all'estremo nord comporta d'estate il sole a mezzanotte e d'inverno l'oscurità totale. Un viaggio però destinato a persone adeguatamente preparate e interessate alla vita di queste latitudini.Questo arcipelago, infatti, è l'ultima terra selvaggia di facile accesso del mondo e per tutelare l'ambiente di questo territorio unico ci sono delle restrizioni da rispettare per chi lo visita. Le rispettive norme possono essere richieste alla Prefettura e noi raccomandiamo di rispettarle e di prenderle in considerazione per l'organizzazione della vostra visita all'arcipelago. Un viaggio quindi per chi ama la natura incontaminata, l'osservazione della vita degli animali e di paesaggi straordinariamente insoliti, immersi in un'atmosfera incredibilmente pura e limpid
Uno sguardo alla carta geografica: le Svalbard sono situate fra il 74° e l'81° gradi di latitudine nord e fra il 10° ed il 35° grado di longitudine est, occupano una superficie totale di circa 63.000 chilometri quadrati, dei quali 39.000 appartenenti all'isola di Spitsbergen; su quest'ultima vivono meno di 4.000 persone con una densità di 0,1 abitanti per chilometro quadrato (al livello di un deserto), ma con il privilegio di essere la popolazione più settentrionale del pianeta. La fortuna delle Svalbard viene da lontano, dai tropici; è solo grazie all'estrema propaggine della corrente del Golfo che il clima si mantiene relativamente mite, con temperature estive tra i 2 e i 12 gradi, mentre alle stesse latitudini in Groenlandia regnano i ghiacci perenni.
La banchisa polare, che per tutto il periodo invernale attanaglia le isole, comincia a cedere nella tarda primavera, permettendo alle navi rompighiaccio di penetrare nei fiordi occidentali, finché in piena estate si può di solito circumnavigare tutto l'arcipelago.
Il Nordaustlanddet, isola situata a nord-est di Spitsbergen, presenta due enormi calotte glaciali che lasciano scoperti solo alcuni promontori. Le zone nord-orientali, dove si elevano le vette più alte culminanti nei 1717 metri del Newtontoppen, sono coperte da ghiacciai di tipo alpino. Lungo gran parte delle coste e dei fiordi gigantesche lingue glaciali raggiungono il mare con i loro fronti, dai quali durante il disgelo si staccano piccoli iceberg.
STORIA:
La vita a queste estreme latitudini è tutta concentrata lungo la costa del mare dove confluiscono le acque torbide dei fiumi e quelle ricche di plancton del Mar Glaciale Artico. In questa sottile striscia di terra che costeggia il mare è possibile trovare il novanta per cento di tutte le forme viventi. Ed è per questo motivo che tutti gli insediamenti umani si trovano, fin dagli albori della colonizzazione delle Svalbard, sulle rive del mare, all'interno dei fiordi più riparati. Alle Svalbard ci sono circa 4.000 abitanti tra i quali circa 1300 norvegesi e 2600 russi. La maggior parte degli abitanti è concentrata a Longyearbyden, in prevalenza abitata da norvegesi, e nei due villaggi russi Pyramiden e Barensburg. A Longyearbyden ha sede anche l'amministrazione dell'arcipelago, che viene gestita dal "sysselmann", un funzionario nominato dal Re norvegese. Egli ha gli stessi poteri di un prefetto ed è anche capo della polizia.
E' sorprendente come anche gli ambienti più ostili, come i deserti o le terre artiche, siano stati sfruttati dall'uomo fin dai tempi più antichi. Non si hanno notizie certe sui primi abitanti dell'arcipelago; potrebbe trattarsi di cacciatori provenienti dalla Russia attraverso la Nuova Zemilia. Gli Annali Islandesi del 12°secolo citano per la prima volta queste terre battezzandole Svalbard, che significa "Costa Fredda". Nel 1596 il navigatore olandese Barents, che lascia il nome al mare circostante, scopre ufficialmente l'arcipelago, chiamandolo Spitzbergen, come Danskoya e Amsterdamoya, da dove partono con le loro baleniere alla volta dell'Oceano Artico. Catturare una balena significa ricchezza: l'olio distillato dal suo pannicolo adiposo serviva per illuminare le strade della città e pre lavorare la lana nelle filande, i fanoni per ottenere stecche di ombrelli, grate per finestre, molle per divani. Allora la caccia non era un'inutile strage. Lo stesso si può dire dei "Trappers", i cacciatori di pellicce, che catturavano orsi e volpi con l'ausilio di trappole. Anche le prime esplorazioni polari avevano dei fini commerciali, come la ricerca del passaggio a Nord-Est e a Nord-Ovest per aggirare rispettivamente la Russia e la Groenlandia verso lo stretto di Bering. Quindi vennero gli esploratori e gli scienziati come Nansen, Amundsen e Nobile, mossi forse più dall'ambizione e dallo spirito d'avventura che da interessi economici. Ma le Svalbard sono anche diventate oggetto di contesa per le ricche miniere di carbone; il trattato di parigi del 1920 assegna le isole alla Norvegia, che si impegna a smilitalizzarle e a permettere lo sfruttamento minerario anche ad altre nazioni. Solo l'Unione Sovietica approfitta di questa situazione, installando i due centri minerari di Barensburg e Pyramiden attivi tutt'oggi. Da allora il nome ufficiale dell'arcipelago è Svalbard, mentre l'isola principale, praticamente l'unica abitata, conserva il nome di Spitzbergen.
NATURA:
Poche centinaia di metri dal centro abitato e si è subito sovrastati da ghiacciai e rupi in cui nidificano migliaia di uccelli marini.
In autunno, (brevissimo quanto suggestivo) la tundra e i suoi arbusti (salice artico, e betulla nana), alti da terra non più di cinque centimetri, si tingono di rosso e giallo. I branchi di oche e anatre marine si riuniscono in grandi stormi per migrare verso sud. Poi, la neve comincia a scendere silenziosa e ricopre il paesaggio con un velo candido che per dieci mesi avvolge l'arcipelago. Da quel momento gli orsi bianchi e le volpi artiche sono i veri padroni delle Svalbard.
SOCIETA’:
Nonostante le difficoltà imposte dalla vita isolata a queste latitudini, gli abitanti delle Svalbard si dimostrano molto comprensivi e disponibili, agevolando chi vuole esplorare i fiordi più belli o visitare i due insediamenti ex-sovietici presenti sulle isole. I primi a insediarsi su queste isole furono i cacciatori di balene scandinavi che costituirono alcune basi per la lavorazione dei cetacei e dei trichechi che allora abbondavano in queste acque. Con il declino dell'attività baleniera, i cacciatori furono sostituiti dai minatori. Tra la fine del XIX secolo e l'inizio del XX il boom del carbone ha attirato nelle Svalbard tante persone quante non se ne erano mai viste prima e sono sorti gli insediamenti di Longyearbyen, NyAlesund, Pyramiden, gestiti direttamente dalle compagnie minerarie norvegesi e russe. Il fascino delle isole è però sempre legato all'epoca dei trapper, i cacciatori di pellicce, che si stabilivano in minuscole capanne nelle località più remote. Alcune di queste capanne (hut) sono ancora mirabilmente conservate grazie al clima e possono essere visitate costituendo una delle attrazioni turistiche del luogo. Attualmente in zona vengono svolte un gran numero di attività sociali, sportive e ricreativo-culturali direttamente a Longyearbyen. In città esiste un centro sportivo di atletica leggera con piscina, che è un punto focale per molte delle attività di sport. Con gran frequenza vengono organizzati convegni e meetings che, spesso direttamente nell'università, richiamano musicisti, famosi artisti e scenziati da tutto il mondo. Maratona sciistica di Svalbard
DOCUMENTI NECESSARI PER L'ESPATRIO:
Passaporto o carta d'identità in corso di validità
MONETA:
Corona Norvegese (NOK). Le maggiori Carte di Credito sono comunemente accettate in tutto il territorio.
CORRENTE ELETTRICA:
220 volt alternata.
ORA:
La stessa dell'Italia
TELEFONO:
Per telefonare in Italia dalla Norvegia, comporre il prefisso di uscita 00 seguito dal prefisso internazionale 39 più quello locale con lo 0.
CONDIZIONI METEREOLOGICHE (dal 15 giugno al 1 settembre)
• temperatura media circa 5° C.
• luce 24 ore al giorno
• pochissima pioggia, ma nebbia e costante presenza di nuvole, specialmente nelle prime ore del giorno
• vento freddo
• nelle prime ore del giorno ci sono ancora aree coperte di neve nel nord Spitsbergen-Nord
• nonostante in questo periodo la pioggia sia rara, il terreno é spesso bagnato a causa del disgelo
BAGAGLIO:
Si consiglia di verificare il bagaglio in transito ad ogni scalo. Al ritorno si effettua lo stesso procedimento al contrario.
(Suggeriamo questo procedimento per la sicurezza dell'arrivo a destinazione del bagaglio)
LISTA EQUIPAGGIAMENTO CONSIGLIATO:
• Borsa per l’equipaggiamento personale • Zaino piccolo per le escursioni brevi • Saccopelo adatto a temperature sotto i -5°/-10° • 1 paio di scarponcini da trekking robusti • 1 paio di ghette - 1 paio di solidi stivali di gomma - Giacca a vento impermeabile e antivento - Pantaloni da montagna impermeabili e antivento -1 set di vestiti leggeri e impermeabili - Un berretto caldo - 1 paio di guanti antivento - 2 paia di sottoguanti preferibilmente di lana - 2 completi di biancheria intima con calzamaglia e maglietta a maniche lunge, preferibilmente di lana - Un maglione di lana - 3-4 paia di calze - Thermos - Occhiali da sole - Prodotti per l'igiene personale e la toilet - Farmacia personale
RACCOMANDIAMO INOLTRE:
- 1-2 completi di vestiti per l’alloggio all’interno del Polar Hotel e sulla nave
- 1 paio di scarpe leggere da indossare a bordo della nave- GLI SCARPONI SONO VIETATI!
- Materassino isolante
- Giacca pesante
- Binocolo
- Macchina fotografica (le pellicole vengono vendute a bordo della nave
Se li avete, portate i Vostri ramponi adattabili agli scarponi. Impacchettate i vestiti in buste di palstica per mantenerli asciutti. Il campo base è situato vicino al mare, non in altitudine, i bagagli pesanti non sono perciò un problema.
È possibile inoltre noleggiare l’attrezzatura al campo.